

San Maurizio (in latino Mauritius; in altre lingue Moritz,
Morris, Maurice, Mauricio; Tebe, III secolo – Agaunum, 287 circa) è stato un
generale romano, capo della leggendaria Legione tebana e venerato come santo
dalla Chiesa cattolica.
Secondo le agiografie, sarebbe stato un dux dell'Impero romano, a capo della
leggendaria Legione tebana egizio-romana, che avrebbe operato nella Mesopotamia
nel corso del III secolo e successivamente, nel 300, trasferita nell'Europa
centrale romana, a Colonia e a nord delle Alpi. In seguito al rifiuto di
intraprendere azioni punitive contro i cristiani sarebbe stato martirizzato
durante la decima persecuzione di Diocleziano.
Secondo i documenti agiografici la legione, interamente composta da cristiani,
che in origine prestava servizio ai confini orientali dell'impero, venne
schierata in Gallia dall'imperatore Diocleziano. Il compito della legione era di
assistere militarmente Massimiano nella difesa contro i Quadi e Marcomanni,
barbari che dal fiume Reno tracimavano nella Gallia, e di sottomettere le
popolazioni ribelli locali (che in parte si sentivano abbandonate dall'Impero
romano).
I soldati eseguirono brillantemente la loro missione, tuttavia, quando
Massimiano ordinò di perseguitare (e uccidere) alcune popolazioni locali del
Vallese convertite al cristianesimo, molti tra i soldati tebani si rifiutarono.
Massimiano ordinò una severa punizione per l'unità e, non bastando la sola
flagellazione dei soldati ribelli, si decise di applicare la decimazione, una
punizione militare che consiste nell'uccisione di un soldato su dieci, mediante
decapitazione.
In seguito vennero ordinate altre azioni dello stesso tipo contro le popolazioni
locali, cosa che portò la legione a rifiutare di nuovo il compito repressivo
assegnato, anche in seguito all'incoraggiamento del generale Maurizio.
Massimiano ordinò quindi una seconda decimazione che i soldati tebani
accettarono rassegnati.
Il massacro della legione tebana
I soldati però restarono fermi nel rifiutare di compiere qualsiasi tipo di
violenza contro i loro confratelli cristiani, cosa che portò Massimiano a
ordinare che tutti i restanti componenti della legione (composta abitualmente da
6 600 soldati) venissero massacrati sul posto. Il luogo dell'eccidio, allora
noto come Agaunum in Raetia, è l'attuale Saint Maurice-en-Valais, in Svizzera,
dove si trova un'abbazia dedicata a San Maurizio, l'Abbazia territoriale di San
Maurizio d'Agauno. Tra gli scampati all'eccidio vi era Sant'Alessandro, che
successivamente subì il martirio presso Bergamo.
Così recitano i più antichi resoconti del martirio, secondo la lettera pubblica
di Eucherio, vescovo di Lione (circa 434-450), inviata al suo vescovo ausiliare
Salvius. Versioni alternative della storia raccontano che la legione si rifiutò
di eseguire gli ordini di Massimiano soltanto dopo aver scoperto che un
villaggio che avevano appena distrutto era popolato da poveri e innocenti
contadini cristiani, oppure che l'imperatore aveva ordinato la loro esecuzione
quando si rifiutarono di offrire sacrifici agli dei pagani romani.
Culto
La festività San Maurizio ricorre il 22 settembre; è considerato il patrono
degli Alpini e, coi suoi compagni Santi Martiri, anche delle Guardie Svizzere.
È dedicata a San Maurizio (e solo in seguito anche a San Lazzaro) la chiesetta
del Castello di Lierna. L'imperatrice del Sacro Romano Impero Adelaide di
Borgogna dal 951 al 973, era solita risiedere nel Castello di Lierna e San
Maurizio fu il patrono del Sacro Romano Impero a cui dedicò il culto della
Chiesetta di Lierna, che la proteggeva durante le battaglie navali, per questo
la sua abside è verso l'interno, le dimensioni piccole e non è visibile da
lontano. Il 22 gennaio 1573, in questa Chiesa di Lierna, Emanuele Filiberto di
Savoia fondò l'Ordine dinastico di Casa Savoia, chiamandolo per questo Ordine
dei Santi Maurizio e Lazzaro. Il Borgo di Lierna mantenne nei secoli questa sua
protezione e riservatezza come luogo di ritiro di reali e nobili. Molti ordini
religiosi cavallereschi sono stati costituiti in onore di questo santo, incluso
l'Ordine del Toson d'Oro del Sacro Romano Impero e l'Ordine di San Maurizio dei
Savoia. Inoltre, cinquantadue toponimi francesi includono il suo nome.
San Maurizio dà il suo nome alla località turistica di montagna St. Moritz, in
Svizzera, così come a numerosi luoghi chiamati Saint-Maurice nei paesi di lingua
francese.
Maurizio viene raffigurato tradizionalmente nella sua armatura e in Italia si
aggiunge una croce rossa sul suo scudo o armatura. Nella cultura popolare è
stato messo in rapporto con la leggenda della Lancia del Destino, che avrebbe
portato in battaglia; il suo nome è inciso sulla lancia sacra di Vienna, una
delle reliquie che si sostiene sia quella che ferì il costato di Gesù sulla
croce.
Patrono del Sacro Romano Impero
San Maurizio divenne il patrono del Sacro Romano Impero. Nel 926 Enrico I
(919-936), arrivò a cedere l'intero cantone svizzero dell'Argovia all'abbazia,
in cambio della lancia sacra del santo. La spada di San Maurizio faceva parte
del corredo del trono imperiale, utilizzato durante l'incoronazione degli
imperatori austro-ungarici fino al 1916. Inoltre alcuni imperatori furono
incoronati davanti all'altare di san Maurizio nella basilica di San Pietro. Nel
929 Enrico I di Sassonia organizzò un incontro della corte reale (Reichsversammlung)
nella località di Magdeburgo. Ottone I fondò nella suddetta città l'abbazia di
San Maurizio in onore del santo nel 937. Nel 961 Ottone I intraprese grandi
lavori di costruzione e arricchimento della cattedrale di Magdeburgo, che voleva
far diventare il luogo della sua futura sepoltura. A questo fine:
« [...] nell'anno 961 dell'Incarnazione e venticinquesimo del suo regno, alla
presenza di tutta la nobiltà, durante la vigilia di Natale, il corpo di San
Maurizio venne condotto a lui [Ottone I] da Ratisbona, assieme ai corpi di
alcuni dei compagni del santo ed a reliquie di altri santi. Al loro arrivo a
Magdeburgo, le reliquie vennero accolte con il grande omaggio fornito
dall'intera popolazione della città e dei paesani del circondario. Queste
spoglie sono ancora venerate nel luogo, per la salvezza della patria.»
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